La porti un pignone a Firenze
Appunti dal Motoraduno
Cari amici, quando Max ha inserito il primo resoconto io avevo da poco iniziato il mio pellegrinaggio di ritorno.
Quando Pinof, Yoshi and altri ancora hanno aggiunto i loro contributi io ero sotto i ferri insanguinati di un sadico dentista (una piccola cambiale che avevo in scadenza...).
Questo tutto sommato mi fa piacere (i resoconti intendo, non il dentista...) perche' mi esonera dal cercare, con poche speranze di riuscita, di ricordare con un qualche ordine la sarabanda di sentieri che abbiamo percorso in un giorno, o nel mio caso in due.
E dal descrivere appropriatamente tutte le emozioni che hanno attraversato il gruppo.
Posso limitarmi quindi a poche (si fa per dire...) note personali, in attesa di aver disponibili tutte le foto. Per queste abbiate un po' di pazienza: ho cercato di venire incontro alle richieste di fare il "fotografo ufficiale" del giro, ma la rottura intempestiva della mia compatta "da motoalpinismo" mi ha costretto a recuperare in extremis una decrepita 3MPix (roba che comprai quando c'erano ancora le Torri Gemelle...).
La vecchiarda ha fatto piu' o meno il suo dovere, ma necessita di un lavoro di selezione e ripulitura delle foto che mi richiedera' un po' di tempo. Penso che adotterò' la tecnica dell'Amministratore (pubblicazione a puntate
![[Occhiolino] ;)](./images/smilies/icon_wink.gif)
).
Un commento generale pero' sento di doverlo fare:
La comunita' del Forum non e' piu' virtuale, ora dietro ai nik ci sono persone, storie, emozioni, polvere, sudore e buon vino. E solidarieta', di quella sincera, che nasce spontaneamente.
Sono partito per incontrare tanti amici di Forum. Ora semplicemente quel "di Forum" non serve piu'.
Purtroppo questo ha riguardato solo una piccola parte della comunita' di Motortrip, ma cio' non e' un problema: sono sicuro che la presenza di un nucleo vivo di amici migliorera' ulteriormente l'aria che si respira nel Forum, forse lo sta gia' facendo.
IL VIAGGIO
Sono stato indeciso a lungo sul venire in moto o caricarla sulla Serena. Dopo la defezione dei conterranei non mi garbava l'idea di fare da solo un viaggio noioso, comunque lungo (la Serena non e' un fulmine...), costoso (13Km/litro...), e pure al limite del codice, per cui quando alla fine le previsioni del tempo mi hanno dato la speranza di arrivare asciutto ho scelto la moto, anche se non avevo mai collaudato ne lei ne l'attrezzatura, ne tantomeno il mio sedere, su distanze paragonabili.
Cosi quando Venerdi dopo pranzo, armato di un vecchio zaino da montagna, ho salutato i bambini che mi guardavano perplessi, un pochino di ansia confesso ce l'avevo.
Velocita' di crociera 80-85 Kmh, per non stressarmi piu' del necessario, raffiche di vento contrario sulla strada per Rieti, con il lago del Salto che occhieggia a fondo valle.
Cerco il giusto bilanciamento dello zaino agendo sugli spallacci: prevalentemente poggiato sulla sella nei tratti veloci, prevalentemente sulle spalle in quelli piu' mossi e in città'.
Passo Rieti e punto verso Terni: tutto bene, ma mi rendo conto che dovro' aiutare il fondoschiena sollevandomi sulle gambe di tanto in tanto.
Supero Terni ed entro nella E45. Qui le cose si fanno piu' complicate: i continui lavori in corso, le macchine che credono di essere in autostrada, e soprattutto la pioggia "dal basso", alzata dalle macchine che mi precedono sulla strada in cui ha piovuto di fresco, rendono il tutto meno piacevole.
Il casco da trial con occhiali leggeri sono ottimi in off, ma qui rimpiango l'integrale: purtroppo non c'era piu' posto nello zaino per un secondo casco, quindi accetto insetti e guazza. La velocità' sale a 90, per non essere troppo vulnerabile, e comunque mi resta una discreta riserva di potenza per superare alla svelta i TIR lenti.
Vado in riserva a 187 Km dal pieno. Finalmente arrivo a Perugia e lascio la E45, e comincio a pensare che e' quasi fatta. Sul Trasimeno lascio la bretella per fare benzina: 6,25l per 205Km, non male tenendo conto che in qualche tratto l'ho tirata un po' per il collo!
Mi concedo un gelato ed un po' di riposo: mi pare di essere andato spedito, ma il tono un po' preoccupato di Yoshi, che mi pensava piu' avanti (?) mi ricorda che manca ancora molto.
Pensavo di non aver bisogno di cartine per un percorso che si snoda per capoluoghi di provincia, ma avvicinandomi ad Arezzo mi rendo conto che non e' cosi. Ad Arezzo non trovo altre indicazioni per Firenze che quelle dell'A1: la gente mi risponde confusa non capendo perché' non voglia prendere l'autostrada. Alla fine tra errori miei e indicazioni sbagliate mi ritrovo in viaggio per Bibbiena, nel Casentino, con la prospettiva di dover svalicare per vedere Firenze. Mi rendo conto che non puo' essere quella la via, e dopo l'ennesimo consulto con Yoshi faccio marcia indietro, e stavolta trovo subito le indicazioni per Montevarchi/Firenze. Ora si sta facendo tardi davvero, ma la statale che mi porta in Val d'Arno e' splendida al tramonto, tra boschi e vigneti.
Non e' finita: a Figline una deviazione per lavori non mi consente di seguire le indicazioni di Yoshi, che a Incisa mi esorta a prendere l'autostrada per non complicare ulteriormente la via. 20 Km di A1 all'imbrunire, tra curve e gallerie: Alpetta mia, dove ti ho portato...!?!
All'uscita di Firenze Sud devo seguire le indicazioni per Grassina. Peccato che non ci siano... (questi toscani sono proprio dei burloni
![[Figo] 8)](./images/smilies/icon_cool.gif)
). Seguo l'istinto e prendo una delle due canalizzazioni. Era l'altra. Quando fatta finalmente l'inversione, presa l'altra via, trovata alla fine 'sta cavolo di Grassina e richiamo Yoshi ho tutta l'intenzione di non smuovermi dal cartello di benvenuto fino all'arrivo di un comitato di accoglienza. Ma proprio in quel momento stanno arrivando anche gli altri da Rovigo e da Varese, quindi mi devo accontentare dell'ennesima dose di indicazioni.
Quando Ciccio mandato in avanscoperta ad accogliere una Nissan Serena vede arrivare un'Alpetta gialla con un grumo umanoide sopra capisce che c'era stato un equivoco, ed io capisco perche' Yoshi non si spiegasse la mia lentezza e avversione per l'autostrada...
Dopo 378 Km faccio riposare la mula.
L'ARRIVO
Il sorriso da orecchio a orecchio di Andrea e' il miglior antidoto alla stanchezza. E poi Pino, Claudio, Marco, più' un certo Enrico che non ispira nulla di buono...
Non piu' nikname ma finalmente persone da abbracciare e guardare negli occhi.
Per la cronaca c'e' anche un barbeque acceso, con sopra dei tranci di dinosauro che da queste parti chiamano "fiorentine".
La cena mi pare sia stata squisita, la carne tenerissima e deliziosa (ancorché' troppo cotta per Yoshi e troppo cruda per Ciccio...), il vino eccellente (e ci mancherebbe!).
Dico mi pare perché' la mia attenzione era quasi tutta a quello che stava succedendo, sul balcone di Yoshi circondato di morbide colline ancora orlate di luce.
Sara' il piacere di stare insieme, sarà' la voglia di comunicare fuori dai vincoli di un forum, sta di fatto che prende piede una strana conversazione in cui si mescolano 100 argomenti, ma non per questo meno piacevole o tranquilla. Una specie di caos calmo.
Abbiamo anche la benedizione telefonica dell'Amministratore.
LA FATTORIA
Quando alla fine riusciamo a sollevarci da tavola e a rimetterci in cammino (uno strano convoglio fatto di una fiammante Toyota fuoristrada, un vecchio Ducato ed una Alpetta), la Fattoria di Balatro (o meglio i suoi cani, i proprietari dormono già') ci accoglie non meno festosamente. Si tratta di un casale rustico ma decorato con gusto e originalità', immerso in una campagna cosi tranquilla che si fa fatica a ricordarsi che Firenze e' a pochi chilometri. I proprietari sono persone gentili e disponibili, e dalle foto che vedo in giro si direbbe anche impegnati in attività umanitarie nel terzo mondo.
Purtroppo la notte è calda, e scorre tra reciproche accuse sul chi è quello che russa. La mattina siamo un pò storditi, ma ci rimette in sesto una bella colazione. Regolo la tensione della catena e ci mettiamo in attesa degli altri. Per ingannare il tempo (nuvolo) Husqvarna mi fa provare il suo Claudio (o viceversa...
![[Sorrisone] :D](./images/smilies/icon_biggrin.gif)
): faccio un breve allungo sulla stradina e mi vengono i brividi, il tiro dell'Husky 450 è micidiale sin dai primi giri. Ho il timore che Claudio si sia sia presa una bella gatta da pelare per la giornata, ma evito di dirglielo. Mentre son li che faccio correre il mostro, senza casco, incrocio il gruppo con tutti gli altri: per un filosofo del motoalpinismo proprio un bel modo da pirla di presentarsi ...
LE FOTO

Dello zaino che da 17 anni, tenuto in soffitta e quasi mai usato, non ricordavo neanche il nome. Sorpresa! (ditemi se questa non è predestinazione...)

Ciccio, Pinof e Squily, che qui esibisce i suoi punti forti: fisico scultoreo, sguardo penetrante e tatuaggio della morosa...

E' il turno di Husqvarna ad esibire il fisicaccio. Ma questa è roba buona, mica ne fanno più cosi oggigiorno!

Al mattino questa è la vista dalla mia finestra. Il cielo è coperto ma si rimetterà tra breve

Decorazione della camera da letto.

L'"ufficio" della fattoria

La cucina della fattoria.

Colazione a caffellatte e ricordi.

Regolo la catena con un assistente d'eccezione, la cui disponibilità è ancora più apprezzabile tenendo conto che in quel momento considerava ancora l'Alpetta un falciaerba mal riuscito!

La passione è la stessa, la tecnologia un po' meno...
FINE PRIMA PARTE