Qualche considerazione in ordine sparso...
E' vero che l'espressione "signorini di città" e' offensiva, cosi' come "pseudo
ambientalisti" (non che non ci siano, ma non si puo' neanche assumere che chi e'
contrario alla caccia sia uno pseudo ambientalista cittadino). E' anche vero che
una discussione sul tema "ODIO la caccia!" puo' essere altrettanto offensiva per
un cacciatore che, descritto come "chi spara e uccide", appare in qualche modo
come un assassino. Se si afferma che un capriolo non vale un fungo, e'
altrettanto lecito assumere che un capriolo non vale un uomo, quindi l'uccisione
di un capriolo da parte di un uomo non e' necessariamente orribile come puo'
apparire a un non cacciatore.
Mi sfugge il nesso tra il desiderio di difendere i propri animali domestici con
la caccia. Peraltro l'uccisione di animali responsabili di attacchi, seppur
comprensibile, non necessariamente elimina il problema. Certo, decimare la
specie responsabile perche' "dannosa" potrebbe. Ma personalmente penso che ci
possano essere altre soluzioni, come aiuti economici pubblici per la costruzione
di recinti adeguati o rimborsi per chi ha subito danni a opera di animali
selvatici. Dopotutto non esistono gia' sussidi per l'agricoltura e
l'allevamento, anche di questo tipo? E' vero che poi trovi il pastore che si
incazza perche' la regione non gli vuole rimborsare l'agnello catturato da
un'aquila, ma si deve incazzare con la regione o con le aquile?
E' poi vero che il mondo non e' una favola di Disney, ma non e' neanche vero che
tutti gli amanti degli animali vedano il mondo in questi termini; qualcuno puo'
anche pensare che il comportamento del lupo che sbrana l'agnello amorevolmente
allattato in casa sia assolutamente normale e non capisce perche' dovrebbe
suscitare odio (che e' qualcosa di diverso dal desiderio di proteggere i propri
animali).
Io non sono un cacciatore e penso che la caccia oggi abbia poco senso (poi
dipende anche dal contesto sociale; in un paesino sperduto in mezzo al niente
dove le uniche attivita' sociali sono la caccia e andare al bar non mi sento di
criticarla piu' di tanto). Capisco pero' quello che puo' motivare i
cacciatori. Penso anche che ci possano essere alternative incruente
all'uccisione della preda. Uno dei piu' noti fotografi naturalisti sardi e' un
ex cacciatore, passato dalla caccia tradizionale a quella fotografica. C'e'
anche qualcuno che critica l'espressione "caccia fotografica" perche' ha una
connotazione aggressiva. Be', forse queste persone hanno effettivamente una
visione un po' troppo disneyana del mondo. Fotografare un animale nel suo
ambiente naturale richiede un comportamento non molto dissimile da un
cacciatore; devi conoscere la "preda", le sue abitudini, devi riuscire ad
avvicinarla (o, di solito, a fare in modo che lei si avvicini a te) e poi
"sparare" (sara' un caso che gli anglosassoni usino lo stesso termine per
sparare e scattare una foto?). Inviterei i cacciatori a provare anche questo
tipo di caccia, magari sostituendo un binocolo alla macchina fotografica (e
risparmiando un bel po' di soldi in attrezzatura). Posso testimoniare che e'
davvero divertente; puo' essere impegnativa, come e piu' della caccia
tradizionale, puo' essere praticata tutto l'anno e in ogni luogo (ad esempio, in
pausa pranzo, se si ha la fortuna di lavorare in prossimita' di uno stagno e si
lascia un binocolo residente in auto cosi' da averlo sempre sottomano quando
serve
![[Sorriso] :)](./images/smilies/staff_original7cx.gif)
).
E si', devo ammettere che, senza cacciatori in giro la domenica da settembre a
gennaio sarebbe molto piu' semplice fare un giro in moto...
![[Sorriso] :)](./images/smilies/staff_original7cx.gif)