PARTE VI : CONSIDERAZIONI FINALI
Un pò per scelta, un pò per mancanza di tempo ho fatto passare del tempo prima di concludere con quest'ultimo paragrafo la mia "personale" recensione sulla Freeride 250. Nel frattempo ho percorso altri 1.500 Km prevalentemente in off sperimentando ancor meglio i pregi ed i difetti di questa moto.
Come detto sopra, la criticità più seria che ho riscontrato è stata una generale debolezza e scarsa affidabilità del sistema di avviamento specie a motore freddo. A circa 4.000 Km (120h/motore) ho fatto smontare, controllare e lubrificare il bendix (credo si chiami così) ovvero la ruota libera dell'avviamento elettrico. Cercando in rete avevo infatti trovato commenti allarmistici sui problemi tipicamente riscontrati sulle KTM EXC 2 tempi da cui deriva il motore della Freeride (carter pieni di sporcizia, ruote libere scheggiate o bloccate, etc.). La nota positiva è che dopo 4.000 Km il carter dell'avviamento era perfettamente pulito (quindi in KTM dovrebbero aver risolto il problema legato all'ingresso di polvere e sporcizia). Ad ogni modo lavorando a secco è assolutamente consigliabile provvedere periodicamente allo smontaggio ed ingrassatura della ruota libera. Non credo occorrano intervalli esagerati (leggevo di persone che sulle EXC smontano e lubrificano ogni 20h/motore) ma penso che ogni 80/100h o 2.500-3.000 Km sia comunque opportuno procedere alla lubrificazione. Detto ciò, l'avviamento specie a freddo rimane un punto critico. Nonostante la ricarburazione con il kit Mototekna ed il "trucco" del pulsante di massa da premere e rilasciare durante l'avviamento, ho continuato a riscontrare delle difficoltà specie se la moto era stata ferma per più di 5/6 giorni. Ultimamente ho montato una batteria a Litio di maggior amperaggio e sembrerebbe che la situazione si sia (finalmente) normalizzata. In estrema sintesi l'avviamento NON è più un incubo, e direi neanche un problema, ma rimane comunque un punto sul quale porre cura e attenzione.
La seconda criticità di rilievo che ho riscontrato è stato il surriscaldamento del freno posteriore con perdita repentina della funzione frenante (fatto molto pericoloso!). E' doveroso dire che dalle mie parti (Sicilia) le temperature specie in estate sono quasi "estreme" e che io ho la cattiva tendenza in discesa a tenere il piedino un pò troppo pesante sul pedale del freno posteriore. Ad ogni modo è un dato di fatto che il freno posteriore tende a riscaldare e che in generale tutto l'impianto frenante (marca Formula) è qualitativamente un pò scadente o comunque non all'altezza di una moto da quasi 7.000 euro. Devo dire che adesso riesco a conviverci (mi capita solo ogni tanto di dover buttare dell'acqua sulla pinza posteriore per raffreddarla dopo una lunga discesa). Anche in questo caso, se si vogliono ottimizzare le performance, il problema è comunque risolvibile a detta del mio meccanico con una spesa extra stimabile in 250-300 euro. Per questa cifra mi ha infatti mostrato una pompa freno abbinata ad una bellissima pinza ricavata dal pieno che a suo dire si prestano perfettamente allo scopo in sostituzione dell'impianto originale. In generale direi che l'impianto frenante di serie (come del resto tutta la moto) è dimensionato per piloti di stazza medio-piccola (non oltre i 70-75 Kg).
Terzo ed ultimo difetto da segnalare è la rumorosità dello scarico (sebbene il sound sia molto coinvolgente!), difetto non risolvibile e per il quale è quantomeno d'obbligo la sostituzione della lana di vetro del terminale non oltre 100h/motore di utilizzo o 2.500-3.000 Km.
Ho voluto elencare nuovamente i principali "difetti" che ho riscontrato, per non voler sembrare troppo di parte...visto che adesso passerò ai "pregi" che come si vedrà sono veramente tanti.
La moto ha una gran bella ciclistica, agilissima, leggera, ottima trazione (per di più provvista di doppia mappatura!), "galleggia" sullo sconnesso, divertente, facile, intuitiva, ti porta a spingerti sempre un pò oltre...efficace nello stretto e nei single track, permette pure di tenere un passo allegro di tutto rispetto nelle sezioni più veloci. La risposta alla prima apertura del gas è immediata, per poi murare non appena i giri del motore salgono. Risulta quindi scattante e per questo divertente ed allo stesso tempo non mette mai in crisi perché in alto non ha tiro (per chi volesse un pò di birra in più l'espansione dedicata della Scalvini, costo circa 320 euro, dovrebbe regalare qualcosa in più in alto, ma io per la mia guida "tranquilla" personalmente non ne sento l'esigenza).
IN SINTESI
La consiglierei:
ASSOLUTAMENTE SI
Per cosa: fuoristrada amatoriale e qualche trasferimento stradale (non è una DUAL)
A chi è dedicata: tutti, uomini e donne, principianti e piloti un pò più smaliziati purché di statura e peso minuti
Spero che questa mia lunga e personalissima recensione possa essere di aiuto a chi come me (e credo che in questo forum siano in tanti) abbia trascorso notti insonni e tante ore in internet alla ricerca della propria moto ideale...io credo di averla trovata, almeno per il momento!
![[Ciao] :bye:](./images/smilies/staff_bye14je.gif)